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Pescata giusto al largo di Fukushima.

Pescata giusto al largo di Fukushima

Marchio: Ykof

Prodotto da: Ykof

Prodotto in: Cina

Nome sulla confezione: Meduse in salamoia

Peso netto: 230 grammi

Importato da: DingFeng ImportExport

Pagato: 2,00 €

Le meduse sono come la Rumi nelle giornate no: urticanti [Grazie, eh… N.d.Rumi]. Ripiene di ingiustificate nequizie nei confronti di chi le avvicina per ammirarle, hanno lasciato un segno indelebile nell’infanzia di chi vi scrive. Era una torrida estate riminese del 1982 e, mentre Paolo Rossi si faceva beffe del tacco di Socrates, mia sorella uscì piangendo come una fontana dall’acqua. Lei, che non piangeva mai e non ha mai più pianto in tutta la vita, tutta sport e spirito marziale. Le si era infilata una medusa nella parte posteriore del ginocchio, lasciandole un tatuaggio che neanche le truzze di Jersey Shore. E’ quindi con una certa soddisfazione che ci vendichiamo della specie tutta pappandoci una bella medusetta in salamoia, più specificatamente una Rhopilema Esculentum. Tramite un inglese abbastanza approssimativo la confezione ci informa che le Rhopileme sono ottime per depurare il fegato, ma vengono pescate nella zona FAO 61 del Pacifico, zona molto vasta che bagna la costa Est dell’arcipelago giapponese giusto di fronte a Fukushima, e vanno immerse in acqua fresca per una sessantina di minuti prima di essere consumate.
All’interno della confezione ci sono ulteriori piccole buste contenenti salsa di soia, dado granulare, olio piccante e le meduse stesse. L’aspetto di queste ultime è simile a quello dei nervetti, sebbene la consistenza sia decisamente più croccante. Dopo averle rinfrescate in una bacinella d’acqua le abbiamo scolate per bene e condite con le bustine apposite, aggiungendo due carotine bollite e un po’ di limone. Il risultato è un antipasto sorprendentemente sfizioso dove bisogna avere l’accortezza di non esagerare con il dado fornito, onde evitare di ritrovarsi con un piatto troppo salato. Insomma meduse, non vi temiamo più.

Vendettah!

Vendettah!

[per le foto e l’articolo ringrazio Davide Giulivi, ossia Quedex. L’ha scritto lui, come si può leggere in testa al post]

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